mi guardo intorno e quello che vedo è:
- costituente pdl. emblema della democrazia contemporanea: durata, due ore. interventi : due ( la russa, verdini), modalità decisionale: acclamazione. berlusconi dice: veltroni leader inesistente ( ulcera, lo dobbiamo dire noi, non deve e non può aver ragione lui)
- dell'opposizione e di altre sciagure: siccome il leader inesistente uolter veltroni è a nova york a comprare casa alla povera figlioletta-aiutoregista-martina ( che-segnalo- sostiene di trasferirsi all'estero perchè negli studios in patria non riesce a lavorare serenamente essendo figlia di chi è figlia), alle provocazioni del capo-padrone, risponde il vice in pectore cicciopanza bettini che alle telecamere del tg1 rivela con mio sommo sbigottimento più o meno questo: gliela famo vedè noi, mo il 25 ottobre porteremo in piazza un milione di persone. come a dire, secondo bettini un milione, secondo la questura diecimila, e me sa che stavolta c'avrà ragione la questura.
- dell'informazione. minima immoralia 1 . santoro depenna la bionda borromeo in casiraghi per la nuova edizione di annozero e i giornali odierni ci informano che il suo posto sarà preso da margherita granbassi, campionessa olimpionica di scherma, nonchè bionda e belloccia, nonchè carabiniera. preferisco astenermi dai commenti.
dell'informazione. minima immoralia 2. claudio pagliara da gerusalemme invece oggi dava notizia della vittoria di tzipi livni alle primarie di kadima. ce la presenta così: ottima persona e molto preparata, giovane - ha appena 50 anni (giovane??), con un passato di agente del mossad, proveniente da una famiglia sionista. ... ottima persona? chissà che ne pensa pagliara dei pedofili, dei narcotrafficanti o degli stupratori chessò...
- delle politche del lavoro: stamattina incontro un amico che lavora in alitalia. dico: gianlu' ma insomma. e lui: francè, dico solo una cosa. è una macelleria sociale.
nello stesso posto incontro la moglie di mio cugino. psicoterapeuta lei, commerciante lui. lei mi dice: come va il lavoro? e io: quale lavoro? (segue comizio) e lei mi dice: vattene, io ho tre figli. tu vattene. mi hanno proposto di lavorare in comunità a otto euro l'ora. mi sono messa ad aiutare mio marito in negozio. sob.
- dell'educazione, e di altre sconfitte: ieri, studiavo il medioevo col mio fanciullo. sottoparagrafo : l'avvento dell'islam.
trascrivo conversazione a futura memoria:
-lui: certo che se questi se ne stavano a casa loro invece de invadè la terra nostra...
-io: pausa di riflessione con pensieri di morte... dico: alessandro, tesoro, loro chi? cosa vuoi dire?
- lui: loro, no? sti islamici, alla fine la loro è 'na religione negativa, lo nostra no..
-io: alessandro, tesoro, che intendi per 'religione negativa'?
-lui: bè, che religione è una che dice che se ti fai saltare per aria poi vai in paradiso?
-segue francesca che impazzisce di rabbia, le cominciano a fumare nell'ordine: occhi, orecchie e narici. segue inoltre comizio sulla superficialità dell'odierno professare la religione cattolica da parte di sedicenti devoti, sugli inganni della storia della chiesa, sulla necessità che il fanciullo in questione legga nell'ordine: vangeli gnostici, vangeli apocrifi, il vangelo secondo gesù cristo e veda il vangelo secondo matteo, segue tentativo di ragionamento per assurdo tipo: fai sesso? si. allora lo vedi che la religione è un inganno, dovresti astenerti... eccetera.
-lui: volevo solo dire che l'islam mi sembra una religione antica e non applicabile oggi..
sob.
- dell'emotività e di altri inganni. la mia amica v. proietta sul suo amichetto r. le nevrosi trasmesse dal vecchio compagno di letto m.
la mia amica d. proietta nel mio vestito rosso la possibilità di acchiappare un fidanzato virtuale p.
io, bè io, proietto nel nuovo corso la 'disperata vitalità' di essere felice....
consumo marmellata in quantità industriale e bevo l'intera macchinetta da tre di caffè nella mia tazza blu. dormo poco e mangio meno. non mi punisco, sono contenta. passo la notte a chiacchierare con un'amica. e ci metto l'attenzione dovuta anche quando le mie palpebre vorrebbero cedere perchè i miei pensieri sono già volati troppo lontano. la mia amica maura è bella, spigolosa nel volto e nel dialetto. ma brucia come tutte le anime piene di talenti, piene di senso della realtà. la mia amica maura vive e combatte, a modo suo, è determinata, solidale, generosa. e incastrata in un rapporto che non la porterà da nessuna parte se non ad accettare una vita a metà. per chi se lo fa bastare. la mia amica maura vive con la nostra amica giulia che dedidera un figlio al punto da ammalarsi di ossessione per averne persi tre. ci sediamo intorno a un tavolo per ore, sorseggiamo tisane, mangiamo i biscotti di quando eravamo bambine, a tratti fumiamo nervosamente. più spesso sorridiamo. dei sorrisi di chi si comprende e dei sorrisi a cui tutto sommato devi aggiungere poche, davvero poche parole. per cui esco dalla casa della mia amica maura e mi sento meglio, ho le mie zavorre, i miei pesi, le mie nevrosi, ma ho anche loro che mi tendono la mano e mi regalano occhi solidali. sono amiche. di quelle che ti guardi ti riconosci ed è tutto facile. e allora in un giorno come oggi non mi sento prorpio bene, però mi sento fortunata.
…”Compresi che non avrei più potuto vivere in quella grotta”…
“Decisi di uscirne”…“Di uscire dal buio”..
che citi ovunque tu.che cita il settimo sigillo. che cita l'eterna partita tra la vita e la morte. eros e thanatos.
e io che cito me stessa. le visioni etologiche del mondo. che citano il branco. che sono io. che sei te. che non se ne esce.
e io che combatto con il mio essere tronfia. che capisco dove sbaglio e nonostante ciò preferisco non emanciparmi dall'inclinazione alla maestrina dalla penna rossa.
conversazioni in-utili. perturbazioni suggestive a ricordare che è autunno ormai. e l'autunno è progetti, bilanci, formazione e coraggio. inclinazioni f-utili. che da sè non si scappa.
...echi di te intorno ora sono un ricordo..
...luci ombre in alto, qui no, qui no è buio...
che poi è così, che ci si avvicina sentendo che il cataclisma è nell'aria.
e ci si allontana perentoriamente, salvo poi respirare che l'ultimo capitolo non è stato ancora scritto.
che pare funzioni all'incirca così: stereo della macchina rotto, infezione sul labbro inferiore, cisti inguinale. detti in quest'ordine sembra un'anticlimax, in realtà... è la misura delle cose. mi annoio, non c'è che dire, ma sono concentrata sul mio corpo sorprendentemente reattivo quando c'è da trascinare giù le già scarse difese immunitarie e reagire con violenza a tutto quello che non va, concentrata sui ritmi che cambiano e che sono scanditi da silenzi e 'naturali processi di eliminazione'. ho finito la logica, passo (torno?) al sarcasmo. e allora va bene così, l'ho presa bene, lascio vincere la parte 'mortounpapasenefaun'altro', la parte 'sichiudeunaportasiapreunportone'. perchè funziona così, vedete? e sebbene io non mi arrenda, osservo silenziosa e prendo atto.
che poi stamattina mentre riprendevo la macchina ti vedo passeggiare un ragazzo di colore con la sua bambina in braccio mente le cantava no woman no cry.. e ho capito che risco a domare i pensieri, le mancanze, le elaborazioni inutili, i pianti, le ronde, le telefonate, gli sbagli comuni-cattivi, l'alcol, le ore piccole, le droghe sintetiche e non, ma non riesco a dominare la violenza del groppo allo stomaco.
che poi, questo silenzio e queste tante piccole distanze, mi regalano altrettante piccole 'frasi perfette'. le dimentico in fretta, ma mi emozionano molto.
a: ma tu fai yoga?
io: perchè , ti sembro isterica?
a: no, solo per come ti vesti.
prima conversazione con il ragazzo a cui devo fare da tutore.
nota bene: è decisamente più grave la mia risposta della sua domanda.
ovvero: forse è il caso che ricominci a scrivere. (laddove ricominci, naturalmente, è un congiuntivo presente prima persona singolare).
meno per meno più, perchè dai loop deve riuscire ad emergere forza, salvo ritrovarmi ad essere una di quelle donne che giustificano i propri malesseri con giove in opposizione. salvo ritrovarmi ad essere una donnina bionda che possiede una smart gialla, più o meno.. meno.
quindi la cifra è l'ironia, perchè non c'è altra possibilità che quella di valutare l'ipotesi di chiedere asilo politico alle farc e uscire dopo sei anni come la betancourt che sembra reduce da una spa.
non c'è altra possibilità se torni da un viaggio bellissimo dopo aver compiuto un lavoro certosino su te stessa e ti ritrovi avvitata non in un dolore, nè in un'angoscia, nè in lacrime, nè in sofferenza ma peggio: nell'assurdità. parli con te stessa allo specchio, perchè temendoli non vuoi più parlare con i tuoi amici, e come il perfetto drogato da manuale ti dici: smetto quando voglio. e allora capisci che è grave.
ma la cifra era l'ironia, no?
e serve ironia per dire che le conversazioni tra ME e LUI sembrano piece di pinter, a volere essere generosi diciamo così, e penso ancora che a 17 anni sono rimasta così affascinata dal teatro dell'assurdo, che forse questa questione dell'incomunicabilità l'ho interiorizzata un po' troppo.
e poi il mio corpo, il mio corpo si ribella, e causa crisi di nervi mi ritrovo un braccio nero perchè la tirocinanate del pronto soccorso, una vacca bionda con la voce in falsetto mi buca la vena del braccio destro, così non solo ho sindromi da dipendenza ma il mio corpo sembra quello di un'eroinomane.
ipocondria? non direi, somatizzazione piuttosto. piuttosto imponente.
ma non solo , a forza di convincermi a non parlare mi viene la raucedine. e c'è da ridere davvero, perchè praticamente da due settimane non ho voce, e direi che su questo simbolismo potremmo dire molto moltissimo.
la prendo a ridere, findè posso, perchè non posso altrimenti.
sono tornata da due settimane oggi e ho attraversato confusione,nostalgia, entusiasmo, delusione, capricci, dolore e devo dire che l'andalusia mi sembra ingiustamente lontana. che il lavoro fatto con amore e devozione mi sembra smarrito nelle fotografie ordinate nel computer, che l'aria che respiro mi sembra marcia eppure..
eppure tornano gli amici, e ti guardi e un po' ti sei perso perchè quest'estate , davvero, sembra aver cambiato un po' tutti, nell'intimo. sembriamo schegge impazzite in una caccia al tesoro. ma il tesoro non c'è. e allora quando mi passano le botte d'ansia, ormai compagne di viaggio, ci guardo, mi guardo e mi si invade il cuore di tenerezza, perchè , benedetto dio, più che adulti sembra che stiamo diventando ridicoli.
vedo l'amica p. dopo troppo tempo e parliamo parliamo e parliamo, con la gioia di ri-scoprire che in realtà la visione comune del mondo serve. vedo l'amico f. di ritorno da un viaggio in brasile che avrebbe dovuto consacrare la sua storia d'amore e invece l'ha logorata e mi dico con sempre più convinzione che siamo noi che non siamo capaci. e che forse ha ragione mio padre a dire che i rapporti si costruiscono sui sacrifici.
e invece noi siamo i trentenni dell'eliminazione. noi siamo per : morto-un-papa-se-ne-fa-un'altro. chiusa-una-porta-apri-un-portone.
siamo nella giostra delle possibilità, come i bambini al parco giochi, vogliamo tutto sempre di più, così tante caramelle da farne indigestione, così tanti giocattoli da annoiarci, così tanto tutto, acciocchè non resti tempo per pensare. così tanto piccoli che non resti tempo di essere adulti.
per ritrovarci poi incapaci di parlare.
da cui una 'assurda' afonia.
la cifra ironica l'ho un po' persa strada facendo, mi rendo conto. ma era solo per riprenderci la mano. per ri-cominciare.