Monologo per Cassandra
Sono io, Cassandra.
E questa è la mia città sotto le ceneri.
E questi i miei nastri e la verga di profeta.
E questa è la mia testa piena di dubbi.
E’ vero, sto trionfando.
I miei giusti presagi hanno acceso il cielo.
Solamente i profeti inascoltati
godono di simili viste.
Solo quelli partiti con il piede sbagliato,
e tutto poté compiersi tanto in fretta
come se non fossero mai esistiti.
Ora lo rammento con chiarezza:
la gente vedendomi si interrompeva a metà.
Le risate morivano.
Le mani si scioglievano.
I bambini correvano dalle madri.
Non conoscevo neppure i loro effimeri nomi.
E quella canzoncina sulla foglia verde -
nessuno la finiva in mia presenza.
Li amavo.
Ma amavo dall’alto.
Da sopra la vita.
Dal futuro. Dove è sempre vuoto
e da dove nulla è più facile del vedere la morte.
Mi dispiace che la mia voce fosse dura.
Guardatevi dall’alto delle stelle - gridavo -
guardatevi dall’alto delle stelle.
Sentivano e abbassavano gli occhi.
Vivevano nella vita.
Permeati da un grande vento.
Con sorti già decise.
Fin dalla nascita in corpi da commiato.
Ma c’era in loro un’umida speranza,
una fiammella nutrita del proprio luccichio.
Loro sapevano cos’è davvero un istante,
oh, almeno uno, uno qualunque
prima di -
E’ andata come dicevo io.
Però non ne viene nulla.
E questa è la mia veste bruciacchiata.
E questo è il mio ciarpame di profeta.
E questo è il mio viso stravolto.
Un viso che non sapeva di poter essere bello.
Wislawa Szymborska
quest'estate che ci cola tra le gambe
dici che leccarla ti da un senso
sai è curioso perchè io sento lo stesso
e perchè io e te non ci crediamo che è successo
l'estate è finita amici. e io me ne sto qui alle 4 del mattino e dopo tanto tempo parlare mi riesce meglio che scrivere. e allora sono giorni che taccio, lasciando scendere dentro di me il sapore agrodolce delle decisioni e delle rinunce. succede tutto in pochi minuti, mi dicono. non so se sono pochi minuti, so che ho sorriso in questi giorni. pensavo di essere felice per qualche motivo. ho capito stanotte che è solo il sorriso del cupio dissolvi. è tutto finito.
ho il tuo sapore di sudore su di me
ma ho ancora un senso per me stesso
e succhiando il tuo respiro
ti ho sentita sussurrare la realtà
che rientra proprio adesso.
questo spazio chiude per ferie.
parto con l'immagine di un'angoscia.
parto con l'incertezza di chi ha scelto troppo in fretta.
parto con una curiosità che per troppo ho abbandonato.
parto e lascio da dire:
al prof: a settembre sarò decidamente più determinata e serena.ma soprattutto determinata.
a dalloway: grazie per le tue parole.
da peps a..: lo strazio dell'estate muore qui. tra sorrisi e costruzioni.
per il resto, per chi ha voglia di strisciare tra i miei pensieri c'è la fiammella qui sotto. e questo è.
hasta luego.
Nel cesto della biancheria sporca
riconosco l'estate,
i pantaloni leggeri le magliette.
Avevo troppa fretta d partire
per potermi fermare a ripulire
le tracce della corsa.
patrizia cavalli.
