odio gli indifferenti. credo che vivere voglia dire essere partigiani.

Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.

Chi sono

Utente: pelotta
guardare crescere mia sorella, che ha quattordici anni e mi commuove, il cinema francese, jules et jim, la sacher con la panna nella piazza di testaccio, l'odore del giornale la mattina presto, i pelotti nella pubblicità del 1288, il sorriso di un uomo che mi ha svegliato per anni ( e ora non più), la filosofia del linguaggio ( che le parole sono importanti ), i miei occhiali nuovi che mi fanno molto monica vitti, in the mood for love e dolls e la loro violenta verità ,ma anche i film dell'orrore, il lago di martignano in ogni stagione con ogni colore, la solitudine (che da soli è tutto più chiaro), guidare per schiarirmi le idee, usare parole che nessuno usa più, parlare di politica, fare politica, capire di politica, gli abbracci delle mie amiche ( che l'affetto delle donne l'ho riscoperto da poco. e mi piace),parlare di sesso con loro.bere vino e mangiare formaggi. amo leggere pasolini e anche vederlo, i disegni di mattotti, puffo quattrocchi, i film di miyazaki, i koala,il pleid sul mio divano vecchio di trent'anni, la libreria rossa con i libri ordinati per tema,maniacalmente, il mito di orfeo ed euridice, i film coreani, poter dire "sono comunista, mi sento comunista", ma dirlo a me,che solo questo importa, i carillon ( quelli antichi soprattutto), i mille orecchini colorati nella mia camera colorata, la locandina di dolls dietro al mio letto. amo la mia mancanza di diplomazia (o no?),le emozioni che, mio malgrado, mi si incidono in faccia, l'oroscopo di brezsny il venerdì mattina, i comizi quando sono ubriaca e il mondo mi è avulso, il sushi, ma anche la pizza, e cucinare, quello sì.quello proprio. amo dormire senza un filo di luce che filtri dall'esterno, i maglioni a collo alto ( che mi sento un modigliani un pò vestito), i concerti con-l'amico-dei-concerti, il cinema con-l'amico-del-cinema, ma il cinema anche da sola, de andrè prima di addormentarmi, battiato appena sveglia. amo il natale e la mia famiglia affettuosa, parlare per ore per cercare il senso, le bolle di sapone, la mia pentax manuale, la mia nikon iperdigitale, moretti, von trier e tutti gli scandinavi, la mia due cavalli grigia, borges, barthes e i suoi frammenti di un discorso amoroso, la passione e il contegno ( quello solo quando serve ), la nivea Q10 ( che quasi ci credo che mi rassoda). amo scoprire, piangere da sola, i tulipani, tutti i miei libri, il colore verde bosco e l'arancione, i miei lunghi capelli, manifestare per la palestina, jim jarmush, il vento in faccia, la sensazione dell'emicrania che finalmente passa. ma soprattutto amo essere compresa. odio constatare che non succede quasi mai. ah!odio le donne nevrotizzate neofemministe dei miei coglioni e l'ignoranza, sì, l'ignoranza la odio proprio.

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05/12/2007

epifanie.

...Domani nella battaglia pensa a me, quando io ero mortale, e lascia cadere la tua lancia rugginosa. Che io pesi domani sopra la tua anima, che io sia piombo dentro al tuo petto e finiscano i tuoi giorni in sanguinosa battaglia. Domani nella battaglia pensa a me, dispera e muori...


ci si risveglia immersi nei propri limiti, in questo giorno che ogni anno è un po' meno doloroso. stamattina sono qui, davanti al mio computer, con una ritualità che ormai sfiora l'ossessione e penso alla frattura che mi sento dentro. che non ci sono rimpianti tutto sommato, ma neanche tranquillità. penso che le cose bisogna lasciarle scivolare via quando non è più il loro tempo, quando diventano oltremodo faticose, penso che la consapevolezza dovrebbe, in linea di principio, risparmiare sofferenza, invece, come una stupida donnetta da quattro soldi, mi sento invasa di rancore. è così la vita, aspetti, lotti, lasci che emozioni a cui non sei pronto ti piombino nello stomaco, e poi improvvisamente più niente. nessuna voglia di lottare, nessun desiderio di chiarimenti, nessuna analisi che possa razionalizzare le cose, nessun sogno, nessuna aspettativa. stop. fine.  funziona così per me, e non credo che funzioni bene, no davvero. funziona come nei racconti di joyce,


Un picchiettare sommesso sui vetri lo fece voltare verso la finestra: aveva ricominciato a nevicare. Osservò assonnato i fiocchi neri e argentei che cadevano obliqui contro la luce del lampione. Era giunto il momento di mettersi in viaggio verso l'occidente. Sì, i giornali dicevano il vero: c'era neve dappertutto in Irlanda. Cadeva ovunque sulla buia pianura centrale, sulle nude colline; cadeva soffice sulla palude di Allen e più a ovest sulle nere, tumuotuose onde dello Shannon. Cadeva in ogni canto del cimitero deserto, lassù sulla collina dov'era sepolto Michael Furey. S'ammucchiava alta sulle croci contorte, sulle pietre tombali, sulle punte del cancelletto, sugli spogli roveti. E la sua anima svanì adagio nel sonno mentre udiva la neve cadere lieve sull'universo e cadere lieve, come la discesa della loro estrema fine, su tutti i vivi e i morti. "


come quando gabriel scopre che gretta ha amato un altro uomo, che questo uomo è morto per lei, e guardano la neve cadere e la scoperta di se stessi è una marea, violenta e inarrestabile.


ecco, il 5 dicembre, a roma è così che va, che guardi fuori alla finestra e nonostante il sole, la sensazione che hai è la neve che cade e tu sei impotente rispetto ai cambiamenti.

postato da: pelotta alle ore 05/12/2007 10:59 | link | commenti (3)
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04/12/2007

il corpo. riflessioni.

...inoltre ammettiamo anche che è sul versante del sesso che bisogna cercare le verità più segrete dell’individuo; che là è possibile scoprire meglio ciò che è e ciò che lo determina; e se nei secoli abbiamo ritenuto di dovere nascondere le cose di sesso perché erano vergognose, sappiamo adesso che è il sesso stesso a celare le parte più segrete dell’individuo: la struttura dei suoi fantasmi, le radici del suo io, le forme del suo rapporto con il reale. ..


M. Foucault, Il vero sesso


martedì freddissimo sulla mia poltrona, dove copro gambe e piedi ma che lascia scoperte le mani a scrivere. mertedì in cui il corpo è il centro della mia riflessione. corpi violati e disfatti. corpi nudi sulle pubblicità natalizie che comprendi e tolleri sempre meno, corpo fenomenologico, con cui scopri il mondo e te stesso. corpo che scruti, attraverso lo specchietto retrovisore della tua automobile, dove ti cerchi la mattina quando esci di casa. salvo trovarti talvolta bellissima, talvolta sconosciuta.


come quella volta che andai a trovare la mia insegnante di letteratura inglese l'ultimo anno di liceo e lei, guardando i miei occhi tristi e il mio corpo spento e ricordandomi il monologo di molly bloom che avevamo letto insieme poco prima, mi abbracciò e mi disse: il tuo corpo è l'unico mezzo che hai per conoscere il mondo. non farti dominare, dominalo.

postato da: pelotta alle ore 04/12/2007 15:29 | link | commenti
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03/12/2007

game over di un giorno di inizio dicembre.

oggi a roma piove e tira vento. il cielo è coperto e le foglie degli alberi intorno casa mia cadono e cadono, facendosi velluto sul prato che quasi non si vede più. oggi a roma non è molto freddo, ma ugualmente la voglia cade in una zuppa calda. oggi a roma si sta, ma con un vago, rarefatto senso di irrealtà. resta nella testa una nebbia che incornicia il paesaggio rendendo onirico quello che stai vivendo. resta il sapore del natale, che lo ritrovi nelle luci delle strade, nei babbi natale appesi alle finistre, nelle compre distratte a affannose delle gente della domenica, nell'aria fredda che quando respiri porfondamente ti arriva dritta al cervello, nei treni di ritorno che sono sempre più pieni, nei volti della gente sola, che a natale è sempre triste.


oggi a roma, non ho voglia di fare niente, di scrivere, vestirmi, andare al corso, aperitivo e cena. niente. niente di niente.


resta la voglia di una cena con le amiche.


game over.

postato da: pelotta alle ore 03/12/2007 12:09 | link | commenti
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