tre giorni alla fine di questo pessimo anno.
salvo: il mese di ottobre, il concerto estivo di franco battiato, molte cene di sushi con le amiche più care, la forza di stare da sola, le mie sere al cinema, la decisione della prima parte dell'anno, l'indecisione della seconda.
queste festività mi hanno turbato, la parte di famiglia bolscevica alla quale sono così legata da considerare vigilia-natale-s.stefano imprescindibile senza di loro, ha avuto una brusca virata moderata tale che li lascio oltranzisti di sinistra, li ritrovo margheritorsi tendenti all'alleanza nazionale, xenofobi e difensori del ceto evasore. poi ci chiediamo perchè l'italia è cambiata? perchè buona parte del ceto medio ha dimenticato di provenire dall'italia che nella ricostruzione non aveva i soldi per mangiare tutti i giorni.
non so ancora cosa farò questo capodanno. so, però, che oggi ho accompagnato a. a comprare dei pantaloni, e mentre lo provava e cercava nei miei occhi una smorfia di consiglio, ho visto il nostro futuro insieme. l'ho visto coi capelli bianchi, le rughe intorno agli occhi. ho visto i mille sorrisi che ci caratterizzeranno sempre. e ho avvertito una scossa di serenità totalizzante.
e sono stata felice, per quel che conta.
a volte, quando il telefono squilla, basta non rispondere. e bearsi che le cose siano cambiate. così. naturalmente.
il mio problema ha in sè la sua soluzione.

se fosse libro direi ( inevitabilmente, data la mia tesi) estetica del film
se fosse musica, anthony and the johnsons ( bird girl )
se fosse cinema direi cuori di alain resneis
se fosse teatro direi celestini sabato sera all'auditorium.
e direi un buon vin brulè. e risvegliamoci il 2 gennaio!
C'è un'ape che se posa su un bottone de rosa:
lo succhia e se ne va...
Tutto sommato, la felicità è una piccola cosa.
poesia di trilussa per chi ogni tanto è di passaggio e lascia una parola. un anno fa di questi tempi avevo un lavoro, una casa, due uomini e un braccio quasi rotto.
oggi non ho lavoro, nè casa, mi sto per laureare e ho di nuovo il mio uomo accanto.
ore di grande spasimo per questa città: ostiense-roma nord in 90 minuti netti. non ho fatto neppure un regalo di natale. ma conosco il valore del dono. non dico se, nè sebbene. ogni tanto come-sarebbe-stato-se. la scrittura è la dimensione in cui mi riconosco, l'ascolto.
il desiderio di fuga è prepotente.le occasioni mancate mantengono il loro fascino indiscreto, soffuso e violento come un serpente strisciante. approfitto delle feste per avere paura. approfitto delle feste per temere il futuro.
ho passato le ultime settimane a terrorizzarmi per una vita che vedo già scritta, abbozzata troppo in fretta, sarà la sindrome-da-laurea-imminente? forse, o forse solo che questa scadenza fa luce sulle mie zone d'ombra. vorrei allontanarmi da una famiglia che non sento più mia- politicamente scorretto? può darsi. ma la distanza mi rende una donna migliore. vorrei allontanarmi dalla cosrtuzione di me che ho contribuito a insinuare nella vita di chi mi ama. vorrei sbagliare, sbagliare ancora, concedermi questo rischiosissimo lusso.
vorrei abbandonarmi al languore, all'ingenuità, alla debolezza dei desideri malcelati.
vorrei creare profumi e avere tempo per leggere più di quanto non faccia. vorrei non sentirmi sempre più sola in questa dilagante perdita di stile che ci criconda endemicamente. è una specie di contagio questa volgarità. è nelle luci di natale, violente e inutilmente pompose, è nelle mode massificante e autoannichilenti. è nei colori di capelli di donne sempre più deboli. è nell'essere pavidi degli uomini che ci circondano. è nei titoli vigliacchi dei giornali. è nella paura di conoscersi al-di-là.
basta, stava per partire il comizio.
dunque:
ho rivisto ecce bombo.
rossi e neri tutti uguali?Ma che siamo in un film di Alberto Sordi? Ma che siamo in un film di Alberto Sordi? Eh? Ma che siamo in un film di Alberto Sordi? Si... Bravo, Bravo! Te lo meriti Alberto Sordi! Te lo meriti Alberto Sordi... Te lo meriti! Alberto Sordi...
punto.