
Ai letterati contemporanei
Vi vedo: esistete, continuate a essere amici,
felici di vederci e salutarci, in qualche caffè,
nelle case delle ironiche signore romane…
Ma i nostri saluti, i sorrisi, le comuni passioni,
sono atti di una terra di nessuno: una… waste land,
per voi: un margine, per me, tra una storia e l’altra.
Non possiamo più realmente essere d’accordo: ne tremo,
ma è in noi che il mondo è nemico al mondo.
ppp.La religione del mio tempo, 1961
Tutte le poesie, Tomo I, Meridiani Mondadori, Milano 2003
un pensiero a pierpaolo pasolini, la cui voce potrebbe alleviare questa volgarità, che ci circonda tutti.
Sai quando tornerai io sarò già via
Senza un'idea
Vendendo roba tua
Riciclandomi
Restando vivo
Imparare a barare e sembrare più vero
Due miserie in un corpo solo
C'è solo sangue
Solo sangue dentro me
C'è solo sangue
Quando sai che sei fedele
A quello in cui non credi più
Vivere per non farsi del male
Poter vedere
Com'è non morire e non sentire
Cambiare idea
Con le labbra sul vuoto
La chitarra nel vuoto
Il mio cazzo inutile
C'è solo sangue
Solo sangue dentro me
C'è solo sangue
Nelle tue cosce in rovina
Quello che tu non sei
Guarire un po'
Sognare un po'
Amare un po'
Fallire un po'
Far male un po'
Mentirsi e poi
Tornare a sfamarsi un po'
C'è solo sangue
Solo sangue dentro me
C'è solo sangue
Solo sangue e non magia
Solo sangue e non magia
Solo sangue e non va via
per tutto quello che passa, per quello che scivola via, per i giardini segreti, per i cambiamenti, per l'autunno che non vuole arrivare, per i sensi di colpa che sono andati via, per un abbraccio inaspettato, per chiedersi ogni giorno, ogni giorno le stesse cose, per aver condiviso con lei qualcosa che non avrei pensato mai. allora scusa, allora mi dispiace, allora non lo saprai mai, allora mi dispiace se soffri, allora buona vita, allora io non ce la faccio a vederti. per la sensazione del fiato sul collo, per la paura, per l'ansia dell'inascolatato, per la voglia di fuga, per la pressione continua e imponente. per le decisioni prese. e prese. punto.
per vladimiro ed estragone. beckett. quello che si è atteso invano, quello che invano ti attende.
quello che forse, semplicemnte è un palliativo dell'animo,
perchè come scrisse il buon profeta dell'assurdo<. le abitudini sono un ottimo analgesico.
buona domenica, giorno del signore....
Morning Yearning
a finger's touch upon my lips
it's a morning yearning
pull the curtains shut, try to keep it dark
but the sun is burning
the world awakens on the run
and will soon be earning
with hopes of better days to come
it's a morning yearning
another day, another chance to get it right
must i still be learning
baby crying kept us up all night
with her morning yearning
like a summer rose, i'm a victim of the fall
but am soon returning
your love's the warmest place the sun ever shines
my morning yearning
la poesia di questa canzone mi ha tenuto compagnia ieri mentre assaggiavo questo insolito sole autunnale. pensando al mio amico diventato papà, ricordandolo bambino mascherato in terza elementare. pensando a quello che cambia, a come si cambia e a quello che scivola via. pensando a quello che si lascia scivolare. pensando all'unicità delle nostre esperienze , alla loro inesorabilità. al loro peso.
stasera cenerò con le mie ragazze , e il mio sorriso non sarà lo stesso di un anno fa, nè lo stesso di sei mesi fa, sebbene stesse già inclinandosi. sarà un sorriso inquieto atratti, ma soprattutto, sarà un sorriso nostalgico.
bene ragazzi. il momento è topico: ho smesso di fumare, e se mi chiedeste perchè, visto che sono sotto tesi, non sarei sicura di riuscire a spiegarlo. le settanta pagine del mio (per la quarta volta) capitolo non danno cenno di essere lette e così per ammazzare il tempo penso all'ineluttabilità di mille perenni casini nella mia vita, leggo e continuamente, bevo. ho visto prcida e il festival del cinema di ghezzi. ho visto procida e ho capito un po' di cose con le quali non ho ancora noglia di fare i conti. ho visti nuovomondo di crialese e l'ho amato molto, poi ho visti scoop e mi chiedo perchè woody non si prenda una pausa di riflessione con la giovane mogliettina. ho visto roma invasa da questa stupida festa del cinema, illuminata di colori cangianti e in attesa di divi hollywoodiani per addormentare masse già sopite.
stasera vado a sentire ben harper e più o meno ne sono felice.
se dovessi descrivere queste settimane direi, desiderio di solitudine, incapacità di sostenerla.
sto leggendo "perdonare" di derrida.
baci.