a dicembre mi laureo.
a ottobre compio gli anni.
ora? straordinarie sorprese sul mio cammino, l'entusiasmo nascosto e sopito, qualche decisione da prendere, come al solito, noioso animo instabile.
e energia. e voglia di salire sul tetto del mondo e urlare che voglio essere felice.
perchè non lo sono. e non merito di non esserlo.
alzo il calice della mia irrequietezza, lascio i miei occhi brillare di quelle lacrime che non sono dolore, nè sconforto, di certo non gioia, ma estrema naturalezza del conoscersi e di sapere pertanto, che non c'è possibilità di non buttare giù la maschera.
ps: mi serve entro stasera un titolo per la tesi...
torni? non torni? ma il punto è: mi rappresento? mi rappresenta? un trasloco, un rientro senza una partenza, un lavoro che non c'è più, una scrittura forzata e con la mano sinistra, un uomo che c'è ma non del tutto, e uno che non c'è e torna, torna, torna.e io? ci sono? ma va davvero bene tutto questo. credo di no, non ne sono più così convinta.
e allora un amico, di quelli veri, che in una notte d'estate ti guarda e ti dice: francesca è tanto tempo che stai così, sei così bella quando ti vuoi bene. cerca di volerti bene,, fallo per me.
lo stesso amico, quello vero, che il giorno prima mi ha rimproverato: smetti di fingere, questo non è quello che vuoi.
e allora scrivo questa tesi, lasciata abbandonata per due anni. scrivo tra un aperitivo e un altro, tra una sigaretta e la successiva in quello che "Big" definirebbe il mio pellegrinaggio emozionale da un amico all'altro, da un'amica all'altra.
notti di passeggiate e molto vino, estate di poco caldo e nuove scoperte, piccoli nuovi dolore, poca, davvero poca dolcezza.
il mio corpo è materiale infiammabile, mi basta così poco per prendere fuoco