B: sei bella quando sembri senza peso,sai ?
F: mi stai dando della persona superficiale?
B: francesca, non fare finta di non capire, tu sei una persona pesante e sai che voglio dire, hai una tua pesantezza di senso,è la tua bellezza, ma vederti, a volte senza i tuoi pesi mi apre il cuore.sei bellissima senza peso. non è così da tempo, che succede?
( Io non ricordo che occhi avevi,
io non ricordo che occhi avevi l'ultima volta che ti ho insultato,
l'ultima volta che ti ho lasciato, ma io sono stato,
io sono stato, io sono stato dove tu mai.
Dolce amore del Bahia, dolce amore del Bahia.)
succede che non va, non tornano i conti.
Lei: sono stanca.
Lui: anch'io.
Lei: mentalmente intendevo.
Lui: si vede, sei esaurita.
(allora, dicesi esaurimento nervoso E' definito dagli esperti un malanno subdolo e pericoloso soprattutto perchè ad insorgenza improvvisa, senza dolore e senza sintomi specifici ad indicarne l'approssimarsi: è semplicemente come se all'interno del nostro corpo tutti i meccanismi marciassero a rilento accompagnati da una sensazione di fatica, di giorno in giorno ingravescente: si tratta dell'esaurimento nervoso.
Le manifestazioni d'allarme dell'esaurimento nervoso, praticamente evidenti solo quando ha preso il completo possesso di noi, sono un umore instabile e facilmente irritabile, testa pesante, difficoltà digestive, insonnia, spossatezza muscolare, calo della libido, concentrazione sfuggente, scarsa autostima; il tutto accompagnato da un alone di immotivata malinconia che rende difficile svolgere anche le più semplici azioni quotidiane.)
desiderata: l'ultimo faro del mondo. patagonia.

sto ascoltando: malher sinfonia n° 5
vorrei essere lì.
frase del giorno ( tipicamente estiva, come direbbero "Loro" ) :
L'assurdo nasce dal confronto fra la domanda dell'uomo e l'irragionevole silenzio del mondo.
( Albert Camus da Il mito di Sisifo)
prendere i mezzi pubblici per me è sempre un' esperienza mistica. vedi alla voce: il vostro sudore mi ucciderà. ( sono una viziata della deambulazione indipendente).
il nervosismo mi rende sgraziata, altera i miei movimenti. una certa forma di dolore, quella nascosta negli insterstizi, invece, credo mi doni il sapore della nostalgia. e me lo sento cucito addosso.
ci vorrebbe un'estetica dei propri mal-umori, un'estetica delle parole, una vera estetica dei linguaggi.
oggi rifletto sulle etimologie, sulle parole. le parole di oggi sono ri-sentimento e ri-vendicazione.
del sentire doppiamente soffrendone, del rivendicare vendicando.
(vindico,as-avi-atum are. vendicare, rivendicare)
l'eco del sentire che amplificandosi (ri) ci stordisce di dolore.
mentre piangevo, stanotte, le sue mani hanno cercato una lacrima, segno indelebile, trovandola. mentre piangevo, stanotte, l'ho sentito così distante che ho imposto a me stessa di smettere. mentre piangevo, stanotte, avrei voluto restituirgli lo stupore di mani che si stringono, e avrei voluto urlare-mi devi perdonare- non sussurrarlo. avrei voluto dirgli che se si sceglie di camminare di nuovo l'uno accanto all'altra, non esistono miracoli, ma molti, moltissimi sforzi. mentre piangevo stanotte, accanto ad un corpo a me ostile, avrei voluto che capisse che queste settimane mi stanno violentando l'anima. e avrei voluto dirgli, non respingerle queste lacrime, affrontale una buona volta, io sono così.
ma mentre piangevo, stanotte, lui si è addormentato. e anch'io, poche lacrime dopo.
e ho sentito doppiamente, soffrendone. e ho così bisogno di rivendicare, che sono già affaticata, è solo mezzogiorno e non ho affatto voglia di sorridere.
on air: dolce amore del bahia


renè magrille e georgette berger. non a tutti è dato capire.
negli ultimi giorni sono stata sottoposta ad un certo numero di sollecitazioni interrogative che, nonostante la mia somma intelligenza, hanno messo a dura prova la mia stabilità.
sabato s. ci ha comunicato di aver scritto una nuova canzone, qualcosa di "carino" (dio ci salvi dal carino-attimino) e la canzone ha come nodo il tempismo, credo di aver capito, gli incontri giusti al momento giusto, gli incontri sbagliati al momento sbagliato, e gli incontri sbagliati al momento giusto. ecco questo mi ha fatto riflettere: c'è un momento giusto per gli incontri sbagliati? sì, credo ci sia. e allora ho riflettuto sui miei momenti giusti e sbagliati e credo dopo tutti questi mesi di poter affermare che nulla succede a caso, e che forse il momento giusto per l'incontro sbagliato lo creiamo con le nostre stesse forze, con le nostre energie. è questo il segreto, ribaltare il paradigma, non ci sono momenti sbagliati, ma incontri sbagliati.
la notte a martignano mi ha messo a dura prova, mi scopro impreparata a fronteggiare i miei istinti femminili ( nel senso : da femmina) e mi immobilizzo, perchè non so reagire. lascio che i miei malumori scorrano dentro finchè l'ansia non diventa silenzio, e magari dopo qualche birra e un gin lemon, pianto.
dovrei scrivere una specie di decalogo-istruzioni-per-l'uso
Lui: che hai, asociale oggi?
(Lei tra sè e sè: allora è scemo. rispetti i suoi spazi e sei asociale, non li rispetti e sei invadente.)
Lei: no, stavo solo leggendo, non volevo romperti.
(lei tra sè e sè: singolare che mi chieda questo, sono ore che siamo qui e la differenza tra me e un ectoplasma è impercettibile)
.... ore e alcol dopo....
Lui: che ti prende, me lo dici?
Lei: ho l'impressione di stare con un uomo che non mi ama (e non credo di meritare anche questo purgatorio)
Lui: sto cercando di capire con te quello che non sono riuscito a capire da solo
Lei: ma capisci che io così mi sento continuamente sotto esame, come se dovessi affrontare il mese di prova in un nuovo lavoro, questo stato altera il mio modo di essere, mi immobilizza. cos'hai sentito in queste settimane, hai avuto l'impressione di amarmi?
Lui: si a volte si.
e allora capisci che stai sbagliando qualcosa, che qualche meccanismo del marchingegno si è di nuovo inceppato. e allora capisci che le promesse che ti eri fatta, non fingere, dare sfogo ai tuoi istinti, anche alle tue debolezze, non le stai mantenendo affatto. affatto. e quando ti senti dire che questo tentativo nasce dalla tua insistenza, lì, in quel preciso istante, ti si annebbia la vista, le corde vocali si atrofizzano e pensi che sia meglio vedere come va, che fare e farsi altre domande.
snaturata, buongiorno.
L' inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio. (italo calvino da Le città invisibili)
(mark kostabi, the embrace)
on air: hallelujah. jeff buckey.
dedica: a chi sa cos'è una crisi d'ansia.
ps: tu sei ciò che, in mezzo all'inferno, non è inferno.
si dovrebbe smettere di lavorare il 30 giugno.
si dovrebbe leggere ogni giorno qualche pagina di roland barthes dai saggi critici (volume terzo).
Da leggere il mattino e la sera
Quello che amo
Mi ha detto
Che ha bisogno di me
Per questo ho cura di me stessa
guardo dove cammino e
temo che ogni goccia di pioggia
mi possa uccidere
brecht.
quello che amo mi ha detto che sta cercando di capire, per questo sento un grande vuoto dentro, mi occupo di me stessa e sono molto paziente. quello che amo brilla di una luce magnifica, credo sia la luce che ti da il dolore vissuto sulla pelle e somatizzato nelle pieghe intorno al suo sorriso, intorno ai suoi occhi. quello che amo, io lo osservo, l'ho osservato così a lungo in questi giorni, con la sensazione del cuore che si riempie d'improvviso. quello che amo, temo di perderlo, ma non so impegnarmi più di così, allora mi concentro, respiro a lungo, respiro a fondo, e leggo.
quello che amo non mi accarezza, quello che amo, forse, non mi ama.
dunque, questa tv funziona così: tutti possono blaterare, cianciare e proporre format. e noi ci ammazziamo di lavoro ( dura la sorte dell'aspirante giornalista dai sogni di gloria).
allora in un pomeriggio di un giorno da cani, ho pensato che se m. ha potuto proporre un suo programma (!), lo possiamo fare anche noi, soviet-femminile-di-redazione. ve lo espongo brevemente.
titolo provvisorio: cunnilingus
conduttrici: la redazione a turno
frequenza: settimanale
durata: 50 minuti
giorno registrazione: quando non abbiamo il ciclo, non siamo nervose, non litighiamo con a., m. ,c. ,comunque lontane dal giorno di paga , quando ci sentiamo in pace con l'altra stanza e dopo esserci accertate di aver lasciato le mestizie a casa.
partecipanti: uomini di tutte le età che non sanno praticare sesso orale
argomenti trattati:
- teorie e tecniche del sesso orale ( vedi alla voce pazienza col clitoride e muovi quella lingua e non stancarti finchè non vengo)
-fondamenti dei preliminari
-ginnastica del pene
- varie ed eventuali dulla durata del rapporto sessuale al fine di evitare la pratica 1,2, 3 schizzo (scusate il vernacolo)
ipotesi di scenografia: letto matrimoniale su cui è stesa la conduttrice e lettino da psicanalista per l'ospite. proiettore di diapositive e lavagna all'occorrenza.
Vi lascio i compiti per il week end, aspetto consigli